Ogni giorno «mangi» quasi 3.500 litri di acqua senza accorgertene. Non è l’acqua del rubinetto: è l’acqua nascosta nel cibo che porti in tavola, nei vestiti che indossi, nel telefono che tieni in tasca. È stata prelevata spesso a migliaia di chilometri da te, in bacini idrici che non vedrai mai. Si chiama acqua virtuale, e rappresenta il 92% di tutta l’acqua che consumi.
Questo corso ti insegna a leggere l’acqua che non si vede: come si misura con l’impronta idrica, perché la circolarità della risorsa acqua è molto più difficile da realizzare di quanto sembri e come riconoscere, numeri alla mano, le dichiarazioni ambientali che sull’acqua promettono più di quanto possano mantenere.
Cosa imparerai:
- Dove si trova davvero l’acqua: il 99% dell’acqua dolce liquida del pianeta è sotto i tuoi piedi, mentre laghi e fiumi ne contengono appena lo 0,3%. Capirai perché la percezione comune della risorsa idrica va ribaltata.
- Acqua virtuale e impronta idrica: il concetto introdotto da Tony Allan e la differenza tra prelievo e consumo, tra acqua verde e acqua blu.
- Quanta acqua c’è in ciò che consumi: 000 litri per un chilo di carne bovina contro 1.500 per un chilo di grano, 2.700 per una maglietta di cotone. Imparerai a leggere il tuo carrello della spesa in litri.
- La circolarità della risorsa acqua: i tre mercati attraversati dall’acqua virtuale, il riciclo delle acque reflue e la ricarica delle falde come vera innovazione del settore.
- L’impronta idrica aziendale: le quattro tipologie di calcolo, dalla filiera delle materie prime al post-consumo, fino all’obiettivo del water net zero e alla certificazione ISO 14046.
- Come smascherare il bluewashing: perché la water footprint non è la carbon footprint, perché l’acqua non si compensa fuori dal proprio bacino idrico e come valutare criticamente i blue claims.
- La roadmap verso una dichiarazione idrica trasparente: gli undici punti del vademecum contro il bluewashing, la Fair Water Footprint lanciata alla COP26 e il quadro normativo europeo di riferimento.
Smetti di guardare solo l’acqua che scorre dal rubinetto: è nell’acqua che non vedi che si decide la sostenibilità della tua impresa e dei tuoi consumi. Imparare a contarla è il primo passo per renderla davvero circolare — e per non farsi raccontare storie.